Padula s'erge su un colle, a 700 metri di
altezza tra i picchi della Serra Longa (1.053 metri) e del Rifugio della Forestale sui
Monti della Maddalena (1,075 metri) al limite sud orientale del Vallo di Diano, la grande
conca dominata dai Monti Alburni e dal massiccio del Cervati (1.889 metri) e solcata dal
Tanagro che l'attraversa da un capo all'altro per confluire nel Sele, all'estremità nord
occidentale del Vallo stesso, che comprende ben 15 Comuni. E' un territorio nel quale
prevalgono la natura incontaminata del verde nella valle e la tersa atmosfera filtrata
dalla ricca vegetazione che segna il profilo dei monti. Un territorio fertilissimo che
favorisce coltivazioni tipiche e che contribuisce col suo clima, a farne punto di
riferimento di soggiorni all'insegna del relax e di una ospitalità tradizionale. Il
territorio di Padula comprende alcuni interessanti siti architettonici, aziende
agrituristiche, territori rimboschiti e boschi naturali.
A Padula si giunge in ferrovia, scendendo alla stazione di
Battipaglia e proseguendo con servizio sostitutivo delle ferrovie per il centro abitato,
oppure in auto con la Salerno - Reggio uscendo al casello che dista soltanto 3 km dallo
scalo ferroviario, con corriere in partenza da Battipaglia o da Lagonegro(sei corse
rispettivamente ogni giorno). Bus pubblica, infine la collegano, lungo la SS 19, anche con
Salerno (cinque corse giornaliere).
La zona dove sorge Padula doveva essere, con ogni
probabilità, già frequentata in epoche lontanissime: basti pensare che reperti
preistorici sono venuti alla luce quasi a ridosso del Vallo di Diano, particolarmente
riferiti alla Cultura detta del Gaudo ovvero ad una forma di civiltà primitiva, ma già
fondata sulla residenza stanziale e non più nomade e sulle coltivazione della terra.
Poco prima di giungere a Padula c'è l'interessante località
di Fonti, ai piedi delle pendici calcaree delle Serre di San Leonardo, dove ci sono i
ruderi di un notevole Battistero paleocristiano. Di particolare questo edificio, che
risale alla fine del IV Secolo d. C, presenta la singolare caratteristica di un fonte
battesimale che non veniva riempito al momento del rito, ma che era alimentato da una
sorgente perenne. Il Battistero, ricordato in una lettera di Cassiodoro che lo descrive a
pianta quadrata, è mascherato da trasformazioni che ne hanno in parte alterato la
struttura. Su una delle pareti tuttora si possono osservare tracce di affreschi dell'Xl e
XII secolo. Questa località corrisponde alla Statio romana di Marcellianum: quella
che oggi chiameremo "area di servizio" e che fu sede della più antica
diocesi cristiana della zona, fu distrutta probabilmente nel corso del IX secolo.Il primo
insediamento del quale c'è traccia storica, sul Colle della Maddalena dove tuttora si
trova l'abitato di Padula, sorse tra la fine del IX ed i primi anni del X secolo, a mano a
mano degradando verso quote inferiori in un tracciato urbanistico che è ancora
perfettamente riscontrato in quello odierno, sicché Padula risulta un Borgo Medioevale
nella parte dei Centro Storico, che conserva i caratteristici archi e le strette stradine
a larghe scale, sulle quali si affacciano tipici balconi e si aprono i portali in pietra
che rappresentano un tratto peculiare del paese. Padula appartenne in feudo alla famiglia
di Caterina de' Medici nel 1642. In precedenza, il paese era stato feudo di Tommaso II
Sanseverino fin dal 1296. Lo stesso Sanseverino donò nel 1305 ai Certosini di San Brunone
il terreno dove, a partire dal successivo anno, cominciò a sorgere la Certosa.
A Padula sono state raccolte le spoglie di 200 eroi della
storica Spedizione di Carlo Pisacane, caduti il I' luglio del 1857 dopo lo sbarco a Sapri.
A Padula, tre anni dopo, il 30 agosto del 1860, nasceva in una modesta famiglia Giuseppe
Joe Petrosino, il poliziotto divenuto simbolo e mito della lotta alla mafia
italoamericana. E, partendo da New York dove i suoi erano emigrati quando egli aveva 13
anni, Joe tornò a Padula prima di proseguire per Palermo, dove la mafia dei Vito Cascio
Ferro lo uccise al suo arrivo il 12 marzo del 1909.
Del Centro Antico di Padula vanno citate in modo particolare
la Chiesa di S. Michele (che custodisce alcune antiche pergamene di eccezionale
interesse), la Chiesa dell'Annunziata (dove si trova l'Ossario dei Trecento di Pisacane),
il Palazzo Romano (XVIII sec.), la Casa natale di Joe
Petrosino, la cinquecentesca Piazza e gli edifici del Borgo Medievale, dove si segnala
il Portale di ingresso al Palazzo Distasio, conosciuto anche come Palazzetto Sanseverino.
Del Castello Sanseverino sopravvivono i resti e tratti del
muro di cinta lungo Via Carlo Poerio.
Da non
perdere, inoltre, oltre alla visita, del Battistero paleocristiano di S. Giovanni in Fonte
risalente alla fine del IV sec. d. C., la Trichora di S. Nicola de Domnis detta
"delle Donne") del VII secolo, gli affreschi rupestri dell'Eremo di S.
Michele alle Grottelle (XI secolo), i ruderi di S. Nicola al Torone, il Convento di S.
Francesco (XIV secolo) austero e intriso di religiosità e quello coevo di S. Agostino, il
Museo Archeologico della Lucania Occidentale e la Mostra Permanente in onore di Joe
Petrosino, allestita nella stessa casa natale del poliziotto italo-americano. I cimeli
sono stati raccolti, inventariati e sistemati dai familiari di Petrosino.
E' interessante sapere che la bizantina chiesa di S. Nicola
custodisce alcune opere d'arte, tra le quali va citata la statua lignea della Madonna
delle Grazie, mentre del Convento di S. Agostino va ammirato il meraviglioso Chiostro.
Molto suggestive sono la scala di accesso alla chiesa di S. Giovanni, costruita nella
roccia, con la vicina Porta medioevale detta "dell'Auliva" e la chiesa di S.
Martino che s'inquadra in uno scenario tipicamente medioevale. Nella chiesa di S. Michele
Arcangelo sono conservate le uniche e interessantissime "Pergamene": 147
elementi (dei quali 124 originale e 23 inserti) che coprono documentalmente
cinque secoli: dal febbraio 1371 al dicembre 1829. Il loro studio ha consentito di
ricostruire gli aspetti della vita sociale e religiosa di Padula e dei suoi abitanti,
descrivendo transazioni, compiti dei religiosi, caratteristiche delle proprietà, la
riscossione dei canoni, l'entità delle donazioni e perfino un "contratto
matrimoniale" datato 22 gennaio 1491. Dal documento si evincono l'andamento
demografico di Padula e la sua evoluzione. Si distinguono le varie fasi, a cominciare dal
nucleo originario sulle pendici orientali della collina -una volta limitato dalle mura che
scendevano dal Castello- al tessuto venutosi a creare a partire dal 1600 sul versante
settentrionale, con la Piazza Umberto I a fare da cerniera tra l'uno e l'altro.Figli
di Padula sono stati anche il medico e astronomo G. C. Lagalla, il fisico Frank Antony
Valente, gli eroi garibaldini Antonio Santelmo e don Vincenzo Padula, gli scultori Andrea
Carrara e Andrea Cariello, il letterato don Arcangelo Rotunno.In questa logica è possibile tracciare un itinerario di
visita a Padula, passando dalla chiesa "fuori mura" dell'Annunziata col
panoramico Belvedere alla Porta della Chianca Vecchia (conosciuta anche come porta di S.
Antonio) per confluire al Largo Municipio antistante l'ex Convento di S. Agostino. E' un
tracciato, questo, che favorisce la visita organica e organizzata di un centro abitato che
si presenta come un'antologia di storia, arte e cultura. Dal già citato Chiostro di S.
Agostino si passa alla Chiesa di S. Angelo al Cassaro" Michele 'o Santo" ( con
ogni probabilità edificata nel medesimo periodo in cui sorse il primo nucleo abitato) e quindi alla Trichora di S. Nicola (testimonianza architettonica del culto
cristiano greco-orientale) con i suoi frammenti di pareti affrescate, per recarsi infine,
fuori dell'abitato, al Battistero di S. Giovanni, costruito su una sorgente che fu fatta
incanalare nel fonte battesimale e che ancora oggi crea un motivo di grande suggestione
con i giochi d'acqua.
Due sono i riferimenti
archeologici di Padula: i resti di Consilinum sulla collina della Civita e reperti
provenienti da una necropoli. Di Consilinum, importante centro commerciale dei 1ucani,
restano una torre quadrata e avanzi della Cinta Megalitica. Nella Necropoli sono stati
portati alla luce interessanti reperti, quali vasi attici dei VI e V sec. a. C., alcuni
dei quali finemente decorati, oggetti del III sec. a. C. e antefisse di età ellenistica,
probabilmente impiegate per edicole sepolcrali. Usciti
dal centro abitato si ha l'occasione di percorrere e ammirare un paesaggio naturale di
grande fascino, intervallato da cascinali che si stagliano sul verde, che consente un
contatto diretto con la natura. Soprattutto nei mesi estivi, e più in generale in quelli
di tempo sereno e clima mite, è particolarmente frequentata la località Mandrano, posta
a 1060 metri di altezza. Se ne consiglia l'escursione, attraverso una strada molto
praticabile di circa 4 chilometri a nord-est di Padula, perché si ha l'occasione di una
passeggiata in una zona molto pittoresca e verde, ricca di boschi di pini e di faggi,
situata in un vasto piano caratterizzato da notevoli fenomeni carsici e adiacente al Piano
del Mandrano (a 1040 metri di altezza) le cui acque s'interrano in un inghiottitoio poco
più in alto.
(a cura
dell'assessorato al Turismo- estratto da Edizioni Pubblitaf - Napoli)
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