Il più grande gioiello artistico del mondo

(LA TRIBUNA ILLUSTRATA – A. 1902)

"Per la chiusura del giubileo pontificale, che avrà luogo fra breve, un Comitato di signori di Napoli, appositamente costituitosi, offrirà a Leone XIII un gioiello di incomparabile valore, il più grande gioiello artistico che esista al mondo. Dobbiamo allo zelo intelligente del nostro corrispondente fotografico di Napoli, cav. Carlo Crocco Egineta il merito della primizia che offriamo ai lettori con la riproduzione del nostro gioiello. Si tratta di un topazio del Brasile, del peso eccezionalissimo di un chilogramma e 784 grammi, incastonato in una ricca cornice. La lunghezza del topazio è di centimetri 18 e 2 millimetri, la larghezza centimetri11,4, lo spessore, compresa la figura, centimetri 7,2, lo spessore al piano centimetri 4,8. Nella durissima pietra si ammira scolpito il Redentore che spezza il pane eucaristico, splendida opera dell’artista prof. A. Cariello.

Nella parte posteriore il topazio è prismatico, circostanza che rese particolarmente difficile la riproduzione fotografica. Per l’estrema durezza della pietra il Cariello dovette servirsi di un numero infinito di ruote da incisione di varia grandezza e di una grande quantità di polvere di diamante. Il Cariello impiegò nell’esecuzione di questo gioiello la bellezza di dieci anni di lavoro indefesso, e fra polvere di diamante, ruote, ed altri attrezzi, spese oltre 100 mila lire.

Una Commissione di insigni artisti napoletani collaudò l’opera del Cariello giudicandola, sotto tutti i punti di vista, superiore ad ogni aspettazione. Essa era molto più grossa, ma essendo stata altre volte lavorata, prima da Rega e Gnoccherini, quindi dal Catenacci, per incarico di Ferdinando II, che vi spese 12 mila ducati, il Cariello dovette abbassare tutto il piano della pietra di 5 millimetri, e ricominciare il lavoro ex novo. Attualmente il gioiello è di proprietà degli eredi del signor Nicola Cariello e della signora Ermengarda De Ciutiis in Lerro, perché i Borboni lo donarono all’artista parente dell’autore attuale, signor A. Cariello".