IL CULTO DI SAN MICHELE A PADULA .

Padula è un "castrum" di grande fervore religioso durante l’età bizantina, dopo la riconquista macedone, tra il finire degli anni settanta e la metà del decennio successivo del nono secolo.

I Cosilinati abitavano ancora sulla civita, il sobborgo "S.Giovanni in Fonti" (Marcellianum da papa Marcello) era diventata la prima diocesi del Vallo, regnante Costantino il Grande, il culto all’arcangelo Michele si diffuse tra gli abitanti delle Grottelle. Senza dubbio i primi onori al principe della corte celeste gli furono offerti sull’antica Civita (1). Le vette dei monti sono considerati come la sede più adatta al culto di San Michele (e degli Angeli) protettore delle forze naturali, delle acque che sorgono dalle rocce, dei terremoti.

Ancora oggi, la terza domenica di Giugno, i fedeli si recano in processione alle Grottelle, per onorare l’arcangelo S.Michele, l’archistratego, il principe della corte celeste "Antiqua exquirite Mater".

Agli inizi del terzo secolo, prima dell’evangelizzazione delle nostre zone e della diffusione del cristianesimo, le donne solevano consacrare ad Attis "il sacello peculiare per il suo culto, la volta celeste" come sostiene V.Bracco (2), per il dio della terra" .

Secondo il Valente studioso,un tempo salivano sulla civita anche la prima e la seconda domenica di giugno. S. Michele ed Attis santo cristiano e divinità pagana vengono fuse dalla religiosità popolare.

D’altra parte non bisogna sottovalutare un rituale pagano, consacrato al culto di Attis, associato alle celebrazioni dello arcistratego della corte celeste, entrambe di origine frigia. Forse si potrebbe ipotizzare che il culto a S. Michele Arcangelo è giunto nella nostra zona, in forme, ancora legate a manifestazioni .

Nel medioevo si svolgeva una processione nella quale era offerta "arbor florida et accensa iuxta morem aliarum ecclesiarum ", o anche "arbore florida quam… cum candelis deferire in festo et ecclesia sancti Angeli requirebatur" come privilegio della chiesa madre di S. Michele Arcangelo sulle altre chiese .

Da una pergamena regestata dal Mongelli (3) sappiamo che questo avveniva l’otto Maggio del 1213 e del 1223 e ancora alla fine del XV secolo, "in vigilia festi apparitionis S. Michaelis, pulsatis campanis dictae Ecclesie S.Angeli in nona, et vesperis eiusdem, aliae parochiales ecclesiae pulsando rispondere debend, et singuli presbjteri aliarum ecclesiarum in utrisque vesperis et missa cum superpelliceis induti solemniter convenire ad officium inibi celebrandum et quelibet ex octo ecclesiis praedictis unam arborem viridem abietis ad illam deferre" (4).

Secondo il giovane studioso A. Tortorella (5) "c’è una continuità documentata fino alle soglie dell’età moderna tra il culto a S. Michele e il corteo degli antichi dendrofori di Attis".

Inoltre la millenaria e tradizionale celebrazione della festività di S. Michele l’ultima domenica di Maggio è di derivazione greco-bizantina . Le chiese cattoliche greco-ortodosse, celebrano la festività di tutti i Santi, a differenza del calendario Romana che la celebra il primo Novembre .Certo è che la festa di tutti i Santi e quella di S. Michele erano le più celebrati e importanti a Padula, come attesta il documento di unione delle altre parrocchie con la matrice di S. Michele del 1448 "et in festo omnium sanctorum inibi ad recitandum nocturnum".

Da tempo immemorabile la festa di S.Michele non si celebra più l’otto maggio ma l’ultima domenica del mese delle rose, dedicata secondo l’uso greco bizantino alla festa di tutti i Santi che per la verità coincide con la nostra (ultima domenica di Maggio) solo quando la Pasqua cade fra il 30 marzo e il 5 aprile.

Nei tempi andati insieme alla statua di S. Michele partecipavano tutte le statue delle altre parrocchie e cappelle . Ancora S. Francesco viene dal convento. Le statue delle parrocchia di S. Michele, dopo la celebrazione, vengono messe in fila nella piazzetta della chiesa. S. Michele adorno con ciuffi di ciliegie chiude la sfilata.

  1. c. f. r. KEHR, regesta Pontificum (Italia Pontificia ) IX 8Samnium, Apula, Lucania Berdini , werdmannos 1936(Rist.Ansta.1962, p. 485-87 : "Marcellianum sive Consilinum " aa. 494-559.

  2. V. Bracco : Il culto di Attis a Padula 25 fefeb: 78 su " Roma " terza pagina

  3. G/ Mongelli . Abbazia di Montevergine , Regesto delle pergamene (Ministero dell’Interno .Pubblicazione degli archivi di stato ) II, Roma 1957, regesti 1357 e 1515, p. 73 e 113-114

  4. cfr. A. Sacco op. cit. III,Roma Grafica 1930,documento XXXIX Istrumento d’unione delle chiese della terra di Padula p. 141.

  5. A. Tortorella : Tradizioni Greco Bizantine a Padula-Salerno, Campania, Firen79.ze Leos ed. p. 579

  • Il falò che si suole accendere la vigilia della festa è segno di purificazione.

    L’arciprete prof. don Elia GIUDICE

    L’arciprete prof. don Elia Giudice , ha in fase di pubblicazione tre libri sulla storia di Padula , che si intitolano:

    1. GLI UOMINI ILLUSTRI

    2. LE CONGREGHE

    3. PADULESI ATTRAVERSO I SECOLI

 

 

 

La festa del 27 maggio 2001