Piazza San Francesco- La chiesa di San Francesco
in Padula con l'attiguo convento, iniziata nel 1830 per la munificenza di Giovanni
Tommaso Sanseverino, discendente del grande Tommaso, fondatore della Certosa, fu
inaugurata nel 1422 e affidata ai Frati Minori di san Francesco con bolla di Papa Martino
V
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Chiesa: Interno della navata centrale. In origine era di stile gotico.Lungo i secoli ha subito varie trasformazioni. La ricca decorazione eseguita dall'artista Francesco De Martino della vicina Buonabitacolo nel 1713, l'abbondanza di stucchi che ornano gli altari, rivelano il barocco. Gli affreschi lungo le pareti, a cominciare dall'arco maggiore,che rappresentano espisodi dell'infanzia di Gesų, sono firmati da Anselmo Palmieri di Polla che li dipinse nel 1715. |
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All'inzio della navata laterale ammiriamo la
bella cappella dedicata alla Vergine Santissima sotto il titolo "Delle Grazie"
con statua lignea del 500 di autore ignoto. La navata laterale con i suoi archi a sesto
acuto e le sue volte a crociera conserva il suo stile originale. La decorazione delle
pareti risale al 1730; come si legge dietro l'arco all'ingreso della cappella dedicata
alla Madonne degli Angeli |
Nell'abside in fondo alla navata sono evidenti
gli elementi dello stil egotico: arco maggiore a sesto acuto, volta a crociera con
costoloni che convergono al vertice, formato dallo stemma della nobile famiglia dei
Sanseverino; scudo con campo azzurro, attraversato da una fascia rossa. Il vecchio altare
maggiore, sotto l'arco scolpito su pietra locale, che con il suo sviluppoo verticale
impediva la vista dell'abside retrostante, fu demolito nel 1973. I vari elementi furono
utilizzati nella nuova sistemazione dell'area del presbiterio: altare, tabernacolo del
Santissimo Sacramento, ambone per la proclamazione della Parola di Dio. Intorno alle
pareti dell'abside gli affrscshi di autore ignoto del 700 rappresentano episodi del ciclo
di Mosč. Alla base dell'arco maggiore due statue ligneee del 500: alla sinistra S. Vito a
destra S. Donato vescovo di Arezzo. |
Proseguendo nella navata laterale, fermiamoci a
contemplare il Cristo agonizzante con i quattro busti raffiguranti coloro che furono
spettatori della sua morte: Maria Maddalena, Maria di Cleofa, S. Giovanni Evangelista e il
centurione romano. Tutte sculture in legno del 500.
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