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Luci della Ribalta 2017: aperte le iscrizioni per Masterclass, Corsi e Laboratori

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Luci della ribalta, festival che ha attraversato più di una generazione, ritorna – dopo qualche interruzione (l’ultima, proprio lo scorso anno) – fra la sua gente.

Dedicato al turismo sostenibile, questa ventesima edizione del Festival – rispetto a quelle gloriose (ma anche più opulente) dell’età dell’oro – presenta alcune novità che, mi auguro, incontreranno il favore, la curiosità e l’entusiasmo di tanti fra voi. È un’edizione che tenta di far incontrare (in senso metaforico) artisti di fama internazionale, come Max Gazzè, con musicisti della nostra realtà musicale, valida e di qualità, i cui progetti, pur se amati e apprezzati da un pubblico numeroso, stentano a imporsi perché, forse, qui in Campania, manca ancora un sistema integrato di festival come quello partorito e fatto crescere (dal basso) nell’ultimo ventennio nel Salento.

Luci della ribalta, per la prima volta, apre le sue porte agli studenti e alle scuole del territorio. Un seminario in tre incontri e un workshop finale costituiranno un momento di riflessione condivisa, sul senso e sulle opportunità della pratica di un turismo sostenibile. Bellezze naturali come il Cervati o insediamenti d’interesse storico e architettonico come la Certosa di San Lorenzo, solo per citare due fra i più bei gioielli di casa nostra, non possono essere violati e abusati da folle festanti (metterei: diventano così i luoghi simbolo di un nuovo modo fare cultura). Turismo sostenibile vuol dire soprattutto vivere questi luoghi rispettandone la natura.

Far convivere il popular con il colto è, intanto, la prima mission di questa edizione.

Altro obiettivo è destagionalizzare l’offerta turistica. Un concetto, quest’ultimo, che diventa astrazione se non ha gambe e cuori in grado di praticarlo, e prim’ancora, di nutrirlo e farlo crescere. L’idea che ho condiviso con gli amministratori di Padula è di trasformare questo piccolo centro nella gloriosa Urbino di un tempo. Urbino è famosa in Europa e nel mondo poiché, da oltre trent’anni, accoglie i corsi di musica antica. In modo analogo, Padula potrebbe diventare il luogo dove i linguaggi espressivi possono incontrarsi, dando vita a una stupefacente Babele, uno spazio dove produrre idee, formazione, speculazione teorica e prassi. Questo il motivo per il quale circa un sesto del finanziamento è stato consapevolmente investito in masterclass, laboritori, seminari e workshop. Un investimento sull’immateriale che non avrebbe mai potuto prender forma se i docenti coinvolti, amici (prima di tutto) e poi artisti e didatti di alto valore, con molti dei quali ho attraversato parte dei miei percorsi creativi, non avessero assecondato il mio disegno e non avessero aderito al mio appello. Desidero ricordarli tutti: Enzo Bianco, Livio Ceccarelli, Nando Citarella, Pasquale De Cristofaro, Federico Del Sordo, Gianluigi Giglio, Michele Monetta, Enzo Ruocco, Francesco Scala e Pejman Tadayon.

Per i 150 anni della nascita di Luigi Pirandello, il Festival accoglie nella sessione dedicata al teatro una nuova produzione, Kosmograph, la cui regia è affidata a Pasquale De Cristofaro.

Dopo il prologo estivo, con i due concerti di Max Gazzè e Angelo Loia e progetto Oìza, ricordo i concerti in Certosa con Nando Citarella e Pejman Tadayon duo, e il recital del chitarrista Gianluigi Giglio. Inoltre, di particolare impatto e interesse, è Dayereh: a oriente del Vesuvio tra sofismo e tammurriata, che si terrà a Sanza il 22 ottobre. Il Festival termina il suo viaggio il giorno dell’Immacolata con i cori Vox Aurea, Casella e Numeri primi. Ai loro rispettivi direttori, Katja Moscato, Caterina Squillace e Alessandro Tino, rinnovo il mio grazie.

Ovviamente, come insegna il Salento, il miracolo è possibile se la politica (e chi governa i territori) saprà lasciarsi contaminare da nuove scelte, sapendo che solo le buone consuetudini possono produrre risultati apprezzabili. Da Padula, proprio in tale prospettiva e fra mille difficoltà, parte il nostro corale appello.

Antonello Mercurio (Direttore artistico del Festival)

 

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